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Bevo all’altare
della tua bocca
sul tuo collo
scivola la mia anima
pelle che danza
sotto le tue mani
nutri la mia fronte
e il mio ventre
il tuo potere
e
il mio potere.
Preda dell’incanto
io sono
quando fiaccole divine
tornano ad accendere
il vigneto
gemme dell’anima
- lucciole -
siete forse le pupille
di Dio ?
Cariche d’avorio
e pioggia
s’inchinano le acacie, spose piangenti
sotto un cielo d’acciaio.