Daniela Gremmo

Verde di maggio

Dei miei passi
più antichi
non ho memoria,
labile traccia
di neve fresca,
non cerco remissione
dell'inconsulto
ardore di quei giorni,
umida linfa
di foglie giovani,
quando in argento
il cielo di pioggia
ferito di luce,
in rapido e tenue
battere d'occhio
volgeva al chiarore,
come una promessa,
prima sospesa
poi negata. 
 

Canzone d’inverno

 
Piovigginosa tenebra
in acquiescente
crepuscolo avanza,
di una violacea

Trittico di Portovenere

 
I.
 
Nostalgia
d’oceani
e di trascorse
sponde,

George Gordon Byron, biografia ed opere attraverso le lettere

 

Se non vediamo altro paese che il nostro, non diamo una possibilità equa all’umanità, l’umanità dovremmo giudicarla dall’esperienza non dai libri - Niente vale la verifica e l’affidarsi ai nostri sensi”.

Lettera indirizzata a Mrs. Byron, 02.11.1808.

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