Franco Romanò

Poeta di Altramarea

A un giovane uomo

Non spegnere la voce
che al limite di te implora un guizzo.
Assecondala
e un dio amico
possa aiutarti a stendere le ali…
 
Ti seguirò distante
accecando l'occhio controllore
e sopra una zattera di vento
poserò una carezza
così che ti raggiunga e sia
legato che ti segue ma non lega.
 
Non scrivo su ordinazione della storia
Neppure mi ritiro dall'agone…

"Roccia, sfinge della terra, maestra"

Roccia, sfinge della terra, maestra
di coraggio, dura sfumatura del dolore
amante aspra del piede che tenta,
fra i tuoi simili non esistono meschini
nulla chiedono al piede che li schiaccia…
Roccia, maestra di coraggio
che sai prendere il vento per la gola
e fai stridere il dolore inanimato….
Perché chiamarti morta?
Quale sguardo può ridurti al nulla?
Mai dirà una pietra sono niente

"E' timidezza"

E' timidezza chiedi o forse altro
mio parlare incerto, il riso
un po' costretto un po' felice?
……………………………
Tace il seme nel lavorio della terra
e in un solo attimo risplende
lo sboccio sontuoso e poi si piega
alla sua legge,
al vero di sé che si nasconde.
Così l'acqua dei pozzi profondi
non sgrana la sua voce
ma coltiva nel silenzio la radice.

"Mai arrivano i tram di Guido"

Mai arrivano i tram di Guido
oppure cambiano direzione;
ma lui prima o poi ritorna,
la rotta immaginaria non è fantasia senza piedi
ma traccia, suono, mano che si affida
al soffio del vento e con le dita
modella un arabesco dove la rotaia
porta eserciti d'automi al capolinea.
………………………………….
Così sono i pensieri dei poeti
che sciamano senza meta
e arrivano obsoleti
al

"Soffia un africo gentile"

Soffia un africo gentile
si sciolgono vecchi sigilli,
il secolo violento e sciocco si allontana.
Sfuggiti al silenzio spuntano
semi pulsanti e fiori
bucano il piombo, sciolgono in sale leggero
la dura essenza del granito.
Cerca di dire sì un'altra volta,
tieni vivo il frammento necessario,
non più Prometeo ma lillipuziano
spècchiati nella luce della foglia
lìberati nel vento che ritorna
e resiste al novembre della storia.
 

"Di questa cornucopia tu sei parte"

 
Di questa cornucopia tu sei parte
ti precede un seme ti trapassa l'aria,
il garofano fiorito in tua assenza
dice che non sei tu la sua vita
nonostante l'acqua che gli porti
e di questa parentesi che sogni
sei il clown che danza sul filo.
Diserta allora il tempo effimero
coltiva gesti piccoli e modesti,
tieni vivo il frammento necessario
nella via di mezzo non mediana;
conserva le zattere di carta,
come i semi di una pianta, l'albero del pane;
q

Roma

Immagina venire da Napoli
e percorrere lento l’Appia Antica
entrare in città laddove i colli
si offrono alla vista in lontananza
sentire oltre lo stridere dei carri
sulla strada, il rumore delle voci
il brulicare che diviene folla.
Questo per noi è Roma , non la fila
interminabile delle automobili
che disturbano la quiete delle tombe
non la furbesca hostaria antica
che attira gli ingenui turisti con
pochi motti latini sul vino.
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