Gabriella Galzio

Poeta di Altramarea

La morte ha il volto di poesia

La morte ha il volto di poesia
lo zucchero a velo sulle palpebre
e tu che mi narri di strane simbiosi
di materie analitiche, finché vivi...
 
ma vedi, c'è in questo insaziabile
pensiero occidentale, questo volersi spiegare...
qualcosa di inenarrabile, la polizia che cerca
un materiale poliziesco
 
la morte - si dice - è sempre in agguato
e noi sempre a nasconderci a prenderci
cura, l'uno dell'altro
a tirarci il fiato, a negare

da: Ishtar dagli occhi colmi

Io sono divina, la signora del cielo, io esercito la signoria;
piccoli e grandi io strappo via, da loro stabilità.
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Quando entro nel folto della mischia
io sono il cuore dello scontro, io sono il braccio dell'eroismo.

Corale di Clitemestra

 

«Proprio tu sconvolgesti le antiche attribuzioni

ingannando con il vino antiche dee»

canto XXII, dalla fiaba in versi “Figlia del Re degli Elfi”

Dove i frammenti sfilacciati di una tenda
aggiungono splendore all’uomo amante
al visionario nelle fredde sere
e affatturano il ragazzo al palo ritorto
di una passione incosciente
lì è cosa rivelata rivolgere al mago
l’importanza di visioni
che non vengono da pazzia ma da spada
forgiata su incudini umane e metalli
di terre e di luci di mezzo
levare il campo all’alba, tornare
ogni volta sui propri incamminamenti
riaccendere la passione nell’altro

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