Luigi Olivetti

poeta altramarea

"Oggi i Lari"

Oggi i Lari
sono tornati per restare
è tornato l’antico gesto del pane
dietro una tenda in lamine di cielo.
Freschi fiori stanno – perfetti
nel loro giusto nido
e un adagiato profilo mi guarda
lento prepara il suo ritorno.
Insiste una voce – sempre uguale
Diversa dal profondo del giorno,
un’incessante offerta
che scioglie antichi voti
e attraversa
il deserto degli oggetti.
Tornano passi incrociati
il

"Sospeso furore nell'ansia"

Sospeso furore nell’ansia
di lenzuola umide e sgualcite.
Così il dolore resta vecchio
e tumultuoso, come le ceneri
rosse nella brezza lieve.
Così si perdono le mani e gli sguardi
perché non si incontreranno più
notte e riposo. Svegliato è l’inno
e il tuo corpo si abbandona
come polla
nel prato

Come un pino

Come reti di ferro caldo
fumano le strade,
si aprono varchi
di una vertigine di sangue.
Forse un giorno la città
potrebbe essere solo spezzoni
di muri neri, potrebbe
essere difficile tornare
e misconoscere la notte.
Oggi chi vive non sa più
dell’età dell’infanzia
dello spirito consolatore
dove sia la pietra angolare.
Solo chi ama può bruciare
come un pino – all’improvviso
dal basso in alto<
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