Michele Baraldi

Poeta di Altramarea

Da "La malattia immortale

 X
Scriba: tre volte straniero, ascolta
sospeso tra la mano e la memoria
il Tempo, ben al di qua, al di là della tua
maestosa biblioteca in fiamme, dona
volto umano in un mondo non umano
pietre che fondono nel muro e cantano
muse impazzite, la tua irriducibile
passione per la realtà, approssimando
come un sentiero intorno alla montagna

"Cominciammo giocando: risuonavano"

Cominciammo giocando: risuonavano

lieti i martelli del giogo e del senso

quando al nome la cosa rispondeva.

"Sta nelle tenebre il lampo se attende"

Sta nelle tenebre il lampo se attende
l’oro ch’erompe alle rocce: è l’aurora
quell’ala che riposa nel roveto.

Ma tu madre patrizia mi sorprendi
all’ora del disordine e il tuo corpo
stupendo domina la nuda mente.

Sei la ferita origine del mondo:
la luna testimone sia del tempo
rorida d’onde sorgendo domani.

Il vulcano respira nella notte
e la donna reinventa in te l’eterno
e lieve tocco al piede del fanciullo:

è il pianto che la sabbia non consuma.

"Esita ulisse: è l’esule visione"

Esita ulisse: è l’esule visione
d’un altro oriente all’orlo del niente ...

risorgi e crea padre nel profondo
del cuore: la tua casa è quella porta
socchiusa nel mistero della crescita.

O ponte teso tra i canti e la sposa
mira e raccogli l’oro della soglia:
cuna di cenere – Mediterraneo.

Illimitati limiti e colonne
sovente incontri tra rive del tempo:
quando la porta s’apre e un’altra età

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