Silvia Arfaioli

poeta laboratorio poesia

"Questo nostro essere umani"

Questo nostro essere umani
piangenti, ridenti...
questo nostro dolore così debole...
La tristezza che ci riga i volti
ogni giorno di dubbio, di amore...
il nostro non sapere mai dove andare
e ai nostri figli
raccontare le bugie in cui crediamo...
Se fossimo perfetti
mi mancherebbe.
Questo nostro cadere in errore
e piangere e rialzarci
e guardare ancora avanti
a volte fingendo di non avere un passato
pur di ricominciare.
Cosa non si fa

Le sbarre della mente

Camminavi oltre l'inferno
sulla spuma dell'onda.
Mentre un'umanità perduta intorno a te
fagocitava i resti dal fondo di sudicie gavette
udivi la tua Musa
mare in fondo alla conchiglia.
L'Angelo della Notte vegliave sui tuoi sogni
che non varcassero i confini del proibito.
Dentro di te la musica del mondo.
Giurasti fedeltà all'azzurro per volare ma...
tua madre...tua madre...
si consumò la fronte a furia di frugarci dentro
e poi si perse mentre

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"Attimi, come l'eterno, alzandosi in volo"

Attimi, come l'eterno, alzandosi in volo
sospingono il vento senza tempo
di un'esistenza fattasi ora uguale alle altre
senza macchia, senza pudore.
 
Il suono primordiale del ventre
che lievitato dal nulla
ci partorì schiudendosi al tempo
vibra ancora nell'aria che ci porta
per inviolati spazi siderali
piume attonite al vento.
 
Sappiamo solo di non sapere
e come bimbi innocenti
ci lasciamo condurre
da una mano invisibile

"Questo tempo è un altrove"

Questo tempo è un altrove
ammaliato da code di comete
che sfiorano i nostri sogni in altomare.
 
Questo tempo è un compasso
puntato sul cuore
e nel cerchio rieccheggiano
spaurite
le nostre parole.
 
Questo tempo che ci ha trovato soli
senza voltarso ci abbandona
a nuotare, a volare
nel liquido oscuro-cristallino...
Ma è mare?

"Poesie consumate"

Poesie consumate
come baci frugali nell'ombra
amplessi rubati all'urgenza di scrivere
per fermare nell'attimo
l'eternità di un pensiero
che potrebbe non ritornare.
Frugare avidamente
in cerca di un pezzo di carta
una penna che scorra leggera
per non intralciare il flusso divino....
 

"Quando le tue radici"

Quando le tue radici
affondano nella mia anima
e abbarbicate alla vita
gridano la loro essenza
non senti quanto profondamente
tu e io siamo.
Non senti quanto di lontano
provenga il nostro cammino
e quanto infinito possa essere il viaggio.
 
Quando la mia voce ritrova
i suoni dell'origine
chiudi gli occhi anche tu
fatti guidare dal suono dei tamburi
lasciando che la danza ti conduca
per i sentieri inesplorati.
 
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