Vasco Bardi

Pensieri attorno alla poetica di Leopardi

 
La vita è un’ombra che ci avvolge tutti.
L’esistenza è un tunnel di luce che ci porta alla tenebra.
Sembrano queste frasi un inno al pessimismo, ma in fondo sono l’osservazione reale del destino dell’uomo che non si risolve nell’aspettativa religiosa dell’aldilà.
Conte Giacomo Leopardi, recanatese, cittadino del mondo, poeta.

"Dodici colonne sbriciolate e un lume"

Dodici colonne sbriciolate e un lume,
sull'altra isola il vento
che spira da maestrale:
immagine-tempo,
questo era per me Ermes la bellezza:
di fronte stava Afrodite
separata dal mare:
nello spazio-silenzio
la Dea si apriva al temporale.
 
Prima che la stella precipiti,
o vaghi
come luna abbandonata,
prima che il sole sorga
e abbia un orizzonte la collina
e sfumi l'ombra sul mare
dal rumore eterno
e rotoli il segreto

"Il cuore si espande come un canto"

Il cuore si espande come un canto
e le colline intorno, come
basse costellazioni illuminate,
brillano nel cielo curvo d'estate:
forse un segnale di luna
perlustra la valle,
forse la notte parla
dalla sua nave scura:
forse parlò,
ma nessuno ascoltava
il narciso notturno che gemeva
o la farfalla insonne che,
battendo là,
dove c'era luce talvolta,
cercandovi la stella, ne moriva.

"Regata"

Regata
velica:
Lerici
Gorgona
Lerici
 
All'
orizzonte
d'isola,
nel gioco
marino
dell'infinito,
il vento si fa
scudo del sole
e gli occhi parlano
dei lunghi silenzi
nella sera.
Scintilla di lampi
il faro, all'assedio del buio:
presenze indefinite sorgono
dentro il cuore, mentre
la folla evanescente delle voci
sorge e scompar

"Si accumula la polvere degli anni"

Si accumula la polvere degli anni
sugli addormentati di abitudini
per le strade che portano
da nessuna parte:
le caverne sovrapposte
contengono rancori invisibili
passati che non tornano
in corridoi di passi vuoti.
Nelle stanze
degli inverni addormentati
dimorano senza vivere
come in  un museo di gelo
uomini vinti
da naufraghe passioni
composte dall'età
come fiori
sbriciolati dal tempo.
Tra coraggi nascos

Uomo, mio figlio

Nemmeno noi stessi
possiamo raggiungerci
nella nostra infelicità
anche frugando in fondo all'anima.
Tra tutto ciò che appare vedendo
o filtrando da una tavola i colori
si apprendono verità
distorte dalla forma:
solo dentro le immagini
saettano
le rette curve del pensiero.
Quando il ricordo
ha veste di lenzuola,
una tortura invade
l'anima di seta:
nel vivere felice
il dubbio della sera,
lo sguardo al c

"Fu breve"

Fu breve
la notte dell'estate
fra l'isola e la stella:
noi venivamo da una fresca sera,
dove i clamori sparsi
svanivano lontani.
Sbiadiscono i colori,
e nell'intensa luce
la stella più non appare:
il cielo irrompe
fra gli abissi del buio,
il tempo immaginato
elude, per un attimo, l'eterno:
la danza delle cose
segna il passo delle abitudini:
l'aria che dimora
nella distanza della solitudine
parla con voce d'onda

Initi

Un orizzonte che non ha confini, il cielo e il mare che si toccano in danza, il tempo, la memoria del passato, i ricordi...Silenzi del vissuto, gioie e dolori di una vita di attese.

"Sola è la memoria"

Sola è la memoria
all'assedio del passato
e il cuore
è un palpitare
di nostalgie.

"Il nostro tempo"

Il nostro tempo
ha fonti
ormai vuote di ore.
Sgomenti antichi
sorgono
fra sguardi assenti.

"D'argento"

D'argento
la vela d'acqua
corre il cono del sole:
d'oro lucente
abbacinate le onde lontane.

"Nel giorno"

Nel giorno
della quarta pioggia
ritornerò
per bagnarmi gli occhi
dei tuoi respiri
nudi e sconosciuti
aliti nel vento;
in danza d'orizzonte
spargeremo i veli
che ci coprono
e nostri saranno
i fiori del passato
che torna:
e tue saranno
le mani avide
di forme:
e poi faremo
cinture
di confini e cielo
e mio sarà
il mare d'isola
lo stretto
il profondo
dov

"Non è che io tema"

Non è che io tema
lo sguardo
che si perde nel pensiero
o che da dentro
mi assalga
l'onda del silenzio
o che il glicine avanzi
cingendo la primavera
dei suoi grappoli viola.
Un passo prima
sotto l'orizzonte
rifulge immobile
della cintura
il sole.
Il mare d'acqua
muove obliquo
al cielo
e piega il temporale
alla collina, impasta la polvere
l'estate
d'ocra è il suolo
trafi

"All'orizzonte d'isola"

All'orizzonte d'isola
nel gioco marino
dell'infinito,
il vento si fa
scudo del sole,
e gli occhi parlano
dei lunghi silenzi
nella sera:
scintilla nei lampi
il faro
all'assedio del buio:
presenze indefinite
dentro al cuore;

"Come smarrito"

Come smarrito
nel mistero
si spegne
nel silenzioso gioco
del tempo
ogni dolore
e ogni gioia
è la passata eco
della confusa voce
nel presente.
Non posa mai
la sera
nei cieli obliqui
del sogno
e vicoli foschi
ha la città di luce
dove gente fatica
piegata
all'urla spente
in stanche gesta d'attesa
e sguardi chini
al dileguare del giorno
occupato
da ombr
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