La vita di David Herbert Lawrence

David Herbert Lawrence nasce l'11 settembre 1885 a Eastwood, villaggio a circa un miglio dai pozzi di Brinsley, nelle Midlands, cuore dell'Inghilterra mineraria. Il padre è Arthur John Lawrence, minatore, vecchio e analfabeta nnon avendo usufruito del sistema di istruzione obbligatoria dal 1870, a causa dell'età. La madre è Lydia Beardsall, figlia di un igegnere e maestra elementare. È questa la figura femminile che influenzerà pesantemente l'adolescenza dello scrittore: Lydia è una donna frustrata, che rimpiange di essere stata attratta dalla prestanza fisica e dalla vitalità dello sposo, che finirà per odiare. Vive legata ossessivamente al mito di appartenere a una famiglia distinta, e riversa tutte le sue ambizioni di ascesa sociale, rese impossibili dal matrimonio con un minatore, sull'educazione dei propri figli. In questo clima di contrasti e tensioni, crescono i cinque fratelli Lawrence. Ma non è solo questo a opprimerli. In casa Lawrence si legge a perdifiato, si studia musica e canto, si frequenta la chiesa, i testi biblici e i riti religiosi. Una vita chiusa, piena di regole, lontana da ogni possibile distrazione, nel tentativo di emergere dalla misera realtà delle miniere di carbone. Ogni scintilla creativa doveva passare sotto il ferreo incitamento materno.
Forse a causa di tutto ciò e anche per l'amore morboso della madre, resosi più acuto dopo la morte del fratello maggiore, Lawrence, fin dai primi anni di vita, si rivela di salute delicata e di carattere introverso. È un giovane snello, elegante, malato di polmonite, con un che di femmineo nel pallore del viso e delle mani. Nel 1891 entra alla scuola elementare di Eastwood, la Beauvale Board School: nonostante le difficoltà dovute al costante confronto con l'atletico e brillante fratello William, che lo aveva preceduto, Lawrence si distingue nello studio e ottiene una borsa di studio di dodicimila sterline annue, per le scuole superiori. A 13 anni, infatti, entra alla Nottingham High School, che sarà costretto a lasciare tre anni dopo, a causa delle esigue risorse economiche e del viaggio quotidiano da Eastwood a Nottingham, che grava sulla sua salute.
Nel 1901 si impiega nella ditta di strumenti ortopedici Haywood, ma abbandonerà anche questo lavoro dopo pochi mesi per un grave attacco di polmonite, che lo condurrà quasi alla morte. Di questa esperienza, rimarrà l'amicizia con Jessie Chambers, sua compagna di studi, di un anno più giovane, che con lui condivide l'interesse per i libri e la pittura. Lawrence adora discutere con lei di quel che legge, poesia, romanzi, filosofia, politica, storia. Jessie è sua pari, ma l'ombra della madre schiaccia ogni possibile intimità. Essa, infatti, cerca in ogni modo di scoraggiare i rapporti tra i due adolescenti, desiderando che il figlio si concentri nella preparazione scolastica e culturale. Finirà che i due giovani faranno l'amore dieci anni dopo e solo per pochi mesi, anche se rimarranno amici per tutta la vita. Lawrence spiegherà: "sembrava strano, dopo dieci anni, e dopo il fatto che in tutto quel tempo non l'avessi neppure baciata". Dopo la morte della madre poi, le confiderà che non poteva amarla perchè aveva amato la madre come un'amante.
Nel 1903, con Jessie e altri amici, inizia il tirocinio di allievo maestro presso la British School di Eastwood e frequenta il centro per aspiranti maestri della vicina Ilkestone, superando l'esame di qualificazione. Nel 1906 termina gli studi magistrali e ottiene un posto di insegnante alla Davidson Royal School di Croydon. In questi anni scrive le prime poesie, pubblica alcuni racconti su riviste locali e inizia la stesura del romanzo Il pavone bianco, pubblicato nel 1911, poco dopo la morte della madre e dopo avere abbandonato l'insegnamento per l'ennesimo grave attacco di polmonite. Dopo questo primo romanzo seguono Il trasgressore (1912) e Figli e amanti (1913), dedicati all'elaborazione della propria adolescenza.
Nel 1912 la sua vita cambia improvvisamente dopo l'incontro con Frieda, figlia del barone tedesco Friedrich Von Richtofen e moglie di Ernest Weekly, professore di francese al College di Nottigham. L'attrazione per questa donna forte e anticonformista è subito corrisposta e dopo sei settimane Lawrence decide di partire con lei, che abbandona marito e tre figli. Attraversano l'Europa per fuggire dai pettegolezzi e dai rimproveri familiari, Adamo e Eva cacciati dal paradiso terrestre, alla ricerca di un luogo nel quale fermarsi. Si sposano due anni dopo la fuga, quando Frieda ottiene il divorzio, e continuano la loro vita nomade e senza radici: prima arrivano in Germania e in Tirolo, poi si stabiliscono sul lago di Garda; successivamente tornano in Inghilterra, poi di nuovo in Italia, dove prendono casa a Fiascherino, in provincia di La Spezia. È la volta della Cornovaglia, di Firenze, dell'Abruzzo, di Capri, di Taormina. Nel 1922 partono per il Nuovo Messico, dopo due brevi tappe a Ceylon e in Australia. Gli ultimi anni della sua vita lo vedono nuovamente in Italia, a Firenze, a Spotorno, a Forte dei Marmi; ma non solo: si ferma in Svizzera, a Baden Baden, nell'isola di Port Cros, a Bandol, nel sud della Francia.
Sono anni intensi, ricchi di amore, di contrasti e di litigi, ma anche di bellezza e poesia. Lawrence trasferisce tutto questo nei suoi versi e nella sua prosa e, non a caso, grazie all'incontro con Frieda la sua produzione si imbeve di nuova linfa vitale. L'amante di Lady Chatterley, Crepuscolo in Italia, L'arcobaleno, Donne innamorate, La ragazza perduta, Il serpente piumato, Mattinate in Messico, L'uomo che amava le isole, L'uomo che era morto: sono solo alcuni titoli dei romanzi di questi anni di nomadismo. Senza dimenticare le opere teatrali, i saggi, i racconti e le poesie. Ogni rigo da lui scritto è ribellione viscerale contro la civiltà borghese e intellettuale. È tensione e anelito verso un ritorno al primitivismo preculturale, dove amore e sesso non erano costrizione, ma gioia e perfezione cosmiche. Non a caso, per tutta la vita, sarà tacciato di immoralità, di oscenità, di volgarità. Buona parte dei suoi romanzi sarà pubblicata anni dopo la sua morte e solo di recente è stato "assolto" dalle accuse dei borghesi benpensanti della sua epoca.
Nel mese di febbraio 1930 Lawrence si arrende alla malattia e accetta di essere ricoverato nel sanatorio Ad Astra di Vence. Dopo un ulteriore peggioramento è trasferito nella vicina Villa Robermond. Abbandona la vita nella notte del 2 marzo 1930. Viene cremato e i resti vengono trasferiti presso il ranch di Taos, nel Nuovo Messico, in un reliquario in mezzo a un bosco, dove riposano tutt'oggi.
 
Io sono Quetzalcoatl, e ho bagnato con il mio alito le vostre bocche aride. Con l'alito che viene dall'al di là del sole ho colmato i vostri petti. Sono il vento che turbina su dal cuore della terra, e sono tutti gli aliti che si avvolgono come serpi intorno ai vostri piedi e alle vostre gambe e alle vostre cosce. Quando il serpente della vostra carne rialza il capo, state bene attenti! Quello sono io, Qutzalcoatl, che si solleva in voi, e s'innalza e raggiunge al di là del giorno e della luce, oltre il sole dell'oscurità dov'è la nostra ultima dimora. Senza il sole oscuro che sta dietro al sole del giorno, e senza le quattro braccia oscure aperte nei cieli, voi sareste ossame, e le stelle sarebbero ossame, e la luna una conchiglia vuota su una spiaggia secca, e così il sole giallo non sarebbe che una coppa vuota, come l'asciutto cranio sottile di un coyote morto. State bene attenti! Senza di me voi non siete nulla. Come io senza il sole che sta dietro al sole, sarei nulla.1
 
Solange Passalacqua
 
  1. 1. Tratto da Il serpente piumato, ed. Oscar Mondadori 1969