X. (I sonetti a Orfeo)

La macchina minaccia ogni conquista finché osa
abitare lo spirito invece di obbedire.
Perché non abbia vanto l'esitante bellezza della mano,
squadra netta la pietra al calcolato edificio.

Mai ci dà tregua, mai che appartenga solo
a se stessa, oleosa nella fabbrica muta.
E' la vita - e si crede più forte di ogni cosa,
lei che con un sol tratto crea e distrugge.

Ma ancora il vivere ha per noi segreti: in cento
luoghi è ancora origine, gioco di forze pure,
e chiunque le tocchi s'inginocchia e ammira.

Nascono ancora leggere parole vicine all'Indicibile...
e la musica sempre nuova innalza con pietre che più vibrano
nello spazio inusabile il suo asilo animato dal Divino.