Se non fosse per una Melanie Klein reincarnata in una giovinetta vagamente punk molto adirata con la propria bambola – e dunque una Nera Piccola che finalmente si fa neonata a se stessa e proclama le sue verità psicologiche un po’ criminalmente adombrate dallo specchio-pugnale con cui fende l’aria del teatro, e ritma l’uccidere-essere ucciso-uccideressereucciso che, tolta la membrana dell’apparenza, si rivela movimento fondante di ogni violenza, dove ogni uccidere coincide sempre con l’uccidere qualcosa di sé, e dunque essere ucciso… se non fosse perché la figura del Messaggero eschileo viene scissa in voce e musica per corde di contrabbasso …se non fosse per questo, e altro, dicevamo, potremmo pensare di assistere a una rilettura (termine così caro ai moderni, fa così intellettuali di destra di sinistra e di centro) dei Sette contro Tebe di Eschilo, nella traduzione di chi scrive. E infatti ci sono tutti, anche se alla nostra maniera: Eteocle moltagloria, sulla sua torre, il re di Tebe, figlio di Edipo, eroe civilizzatore e sovrano della pólis, garantito dalla legge; Polinice moltacontesa, anch’egli, come Eteocle, figlio di Edipo e perseguitato dalla stessa maledizione pronunciata dal padre, intento – attraverso i gesti dei suoi sei guerrieri, sintetizzati tutti in uno - a celebrare riti e sacrifici di sangue, per espugnare Tebe e rubare il trono del fratello. C’è la Corifea-Sacerdotessa, che racconta l’ansia e il terrore, e si farà officiante di morte per i due fratelli reciprocamente suicidi. Non manca neppure il compianto per i due re uccisi l’uno dalla mano dell’altro – dopo un lungo rituale di porte, di insegne, di scudi, di terra versata sul capo. MA.
Ma il Male, l’Archetipo del Male, dell’Ombra umana, piove dal cielo, di questi tempi, e c’è poco da compiacersi di ricreate bellezze, per chi intenda il teatro come Iniziazione. C’è poco tempo per il dramma antico, mentre imperversa il dramma del presente. E il Male urla la sua esultante presenza, si rivela padre e madre della storia, padre e madre dei malvagi, dei corrotti, degli appestatori dell’umanità, dei vili. E’ tutto il Male della Storia, che si incontra, quando ci si interroga sulle radici della violenza. E non stupirà che alle acrobazie della sua epifania si associ una visita dell’itifallico, grottesco Marchese De Sade, che cantilena e grida la sua volontà cieca, egoistica, criminale di piacere, in un’esaltazione parossistica dell’ego; o l’evocazione ambigua – che è contemporaneamente esecrazione – del Vampiro, attraverso le parole di van Helsing, estratte dal Dracula di Bram Stoker. Ma non mancheranno omaggi alla volontà di capire con la ragione ciò che andrebbe risolto con l’intuire: un commentatore esterno-interno al dráma si incarica di cucire l’ordito subliminale della sua trama. L’incontro-scontro tra Archetipo del Male, o Ombra collettiva, e Umanità, sembrerebbe precipitare a favore dell’eliminazione rituale del primo, in particolare dopo le parole dell’ennesima Figura di Illuminazione che invita a una rivoluzione pacifica, che restituisca il potere del mondo nelle mani dei meditanti, di chi lavora per l’evoluzione, la solidarietà cosmica e il Risveglio. MA.
Ma per essere dissolta, l’Ombra va integrata, e trasformata in carburante per la luce, a livello individuale e collettivo: è questa la via di salvezza che si apre per l’Umanità nei tempi dell’Apocalissi. Il teatro trabocca oltre di sé e diventa luogo di iniziazione al Risveglio, azione politica, nel senso più alto del termine. E rito, catarsi dell’energia, liberazione dall’ombra attraverso la musica, la danza mistica. Fino al culmine: la contemplazione silenziosa.
Soggetto, testo, scene e regia di Angelo Tonelli. Dróntes: Ettore Callegari, Alberto Fiorito, Sara Montefiori, Susanna Salvi, Iride Varese, Angelo Tonelli. Al contrabbasso: Fabio Ricco.
Testi: Eschilo, Sette contro Tebe (trad. Angelo Tonelli, Marsilio 2000), Anassimandro, Sade, Bram Stoker, W. B.Yeats, A. Tonelli. Musiche: Cradle of Filth; Gustav Mahler. Installazioni di scena Giuliano Diofili. Costumi, assistenza regia: Iride Varese. Diapositive: Lucia Vignali. Suoni e luci: Franco Ponzini. Trucchi: Mirelle Ribaud.