a Totò
Siamo qui di passaggio,
e questo è bene, perché chi si ferma
è perduto, ha perduto il Paradiso.
Non ci si può fermare alla partenza
delle cose. Occorre scavare, andare
oltre, passare, calpestare
l'infermo inferno delle certezze.
Il passaggio è il pestaggio di chi resta
e non passa, di chi posa e soppesa,
il pestaggio della prosa.
Forse soltanto la poesia sta al passo
col passaggio, anche con l'ultimo, il più
lungo, quello che quando l'attraversi
distratto - magari intonando versi -
passa un treno che tutto spiana:
il passaggio a' livella.