Tornano, vedi, ricomposte le visioni
sono la prima e la penultima, i buoni
tramonti di ogni cosa, di ogni cosa:
nell’unica durata riposa, nel battito
delle tangenziali e della mente,
nel centro del buio, un’antica rima
mescolata alla vita, un calice sparso
sul catrame e, ancora prima, il sacro
rottame di ogni cosa: perciò riposa,
ti supplico, riposa in questa quiete
di fanali, interrompi il soprassalto,
sono dolci le mezze luci dei piazzali
sono queste, guarda, sono assorte
e tu accettala, la tua unica,
la tua gentile, lentissima morte.