"Dire, prima di tutto"

per R. O.
 
Dire, prima di tutto,
lo stato d'anima di chi si accinge a scrivere
una poesia
(ricevo una lettera di Livia:
dalla finestra "ho visto il silenzio
degli oleandri e ho sorriso”),
il poeta è stupido, non è solo
stupido
 
Oggi come ieri ho bisogno
   di un appartamento
   di una donna
   di denaro
naturalmente è lo spazio che più conta
 
Posso solo giurare di esistere
 
una ragazza con la tuta viola
accompagnata da un cocker
cammina sul prato finché il
sole mi abbaglia e chiudo gli
occhi
 
mi distraggo spesso; come
se non volessi mai
venire a
 
ascolta: prima di dormire ho letto John Donne
e mi sono chiesto dove sia la metafisica
nelle sue poesie, ha risposto,
ci sono angeli che fanno rizzare la carne
e spiriti maligni che fanno rizzare i capelli, la
Paura,
 
l'amore per un attore si ritorce sullo spettatore
questa è pura metafisica
può ritorcersi l'Amore?
ho l'ambizione prepotente
di non venire mai capito
 mentre un'arietta leggera
mi accarezza il collo.
Chi mi soffia? quale Angelo?
a letto ti ho parlato
della primavera che di nuovo
spinge l'ape all'orchidea
seriamente ti ho proposto
una natura parallela
 
Non ho nulla da aggiungere alle stagioni
 
davvero sono poco poetico le mie scarpe
distrutte calpestano l'erba dove è già
calpestata
le foglie sono tutte rotte
stamattina specchiandomi sui vetri
dell'autobus
ho visto la barba e il sudore, o la giacca
ho una piega nuova sulla bocca
anche la faccia mi si ritorce contro
- può ritorcersi l'Amore?
(dunque mi amo)
 
un bodhisattva innamorato
rinuncia all’illuminazione
per amore?
(ha fatto il voto di essere
amato per ultimo)
 
dialogo tra un'anoressica e un macellaio.
Una storia d'am
 
è difficile difficile difficile,
è difficile, dalla finestra aperta vedo solo
rami secchi e la coda di un gatto
sul muretto.
Precipitare, precipitare dentro, acqua in una gola montana, cuore, ripetizione del pericolo, stato oggettivo, quindi scorrere
via, progredire come l'acqua riempire ogni incavatura,
finché una via d'uscita sipalesi Uscendo dalla tua casa ho guidato
sulla sopraelevata lentamente, c'erano case e campi
abbandonati, grandi insegne con la pubblicità
dell'Italia, neocapitalismo
planetario (come in una poesia
di Pasolini)
(come in un haiku antico)
(come la formica che si arrampica sopra il vulcano
spento) ho guidato sulla sopraelevata
lentamente,
lentamente,
e c'era il sole di prima del
buio
 
1983-84