Post-illa

«E tu, trasognato giocatore,
giochi ancóra a scopone nel bar?»
 
D’estate. Con giocatori foresti.
Non si distinguono i semi,
s’inventano regole e segni.
Chi getta le carte in cadenza di resa,
chi insegue un attacco,
una presa, gli uguali disegni
di un gioco che non si ripete.
 
Una sola partita. Poi conti
e rotture si intrecciano
in scarti di scienza sottile.
Le primiere senz’ori, malasuerte
di spade e di cuori (fino alla fine).
 
Alla fine (se in tutto quel fumo
si fanno le somme) solo chi resta
si vuota da bere…