Mai arrivano i tram di Guido
oppure cambiano direzione;
ma lui prima o poi ritorna,
la rotta immaginaria non è fantasia senza piedi
ma traccia, suono, mano che si affida
al soffio del vento e con le dita
modella un arabesco dove la rotaia
porta eserciti d'automi al capolinea.
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Così sono i pensieri dei poeti
che sciamano senza meta
e arrivano obsoleti
al mercato degli usi e dei costumi
ma scolpiscono ogni giorno ilari e severi
i volti che li ospitano, come dèi
e barbieri così che sempre nuovi si aggirano,
alberi semoventi
che portano nei cerchi sovrapposti
il peso d'ogni età
ma risplendono leggeri a ogni primavera
nuovi nati di un parto misterioso.