Io sono divina, la signora del cielo, io esercito la signoria;
piccoli e grandi io strappo via, da loro stabilità.
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Quando entro nel folto della mischia
io sono il cuore dello scontro, io sono il braccio dell'eroismo.
Quando marcio nelle retrovie,
io sono la distruzione che assalta maligna.
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io sono la migliore persona, con in seno un pugnale affilato.
Quando la sera sto nei cieli,
io sono la signora che riempie i confini del cielo.
Al mio bagliore divino si conturbano i pesci nell'abisso.
Canto di Ishtar, da Testi Sumerici e Accadici
Inerme sarò nel folto della mischia
nel cuore dello scontro infittirò il pugnale
sarò vergine nel luogo del prato.
In ogni casa porterò velo
e fuoco limpido di parola.
Avrò la chiarità di un volto.
Sarò il nuovo nascente della foglia
l'anima tua vegetale
sparirò nelle tue vene
nell'albero che ti smaesta
nell'interno delle cose e delle trame
sarò nell'intramondo terrestre
e nel ciliegio
nella polpa, nel nocciolo
scomparirò dentro ogni fibra
del tuo mondo.
Sarò mondo.
Sarò assedio.
Qué serìa la vida sin rosas!
Una senda sin ritmo ni sangre
Garcia Lorca
Se il cuore prende fuoco
una ragione ci sarà instancabile amante d'esterni
di auto percorrenti le pieghe lustrali della notte
sogni, che ancora questa
vita sia
instancabile signora di tanti
inesauribili incolmabili istanti!
Signora, ave rosa di Lorca
resiste en tu ritmo de sangre
abbagliante madonna gigante
dell'aurea rotta
Mi hai arricchito, signora
ma ora mi lasci nell'indigenza
è te che ho amato
più di ogni altro rito
e rose inconcludenti
è te cui ho dato
frusta e campo libero
Si anima il cielo delle tue perle
a mano a mano che ti svegli, Signora,
a mano a mano che ardi e accendi
le forze dei tuoi amanti, Ishtar dagli occhi colmi,
chi nega l'amore, non troverà gioiosa
né implacabile, la Giusta, la Generosa
amante, né facile la morte, o vita
Di ogni uomo, spendi
l'aurea energia, tieni un frammento in custodia
di un libro immenso."Vengono a me, in me, la Generosa
dimorano, caparbi, fra i miei fianchi."
Nella docile versione della donna
apprende la bellezza facile
nulla di mostruoso, né feroce
non fosse per la maschera bestiale
che porta con maestà divina.
Dietro la maschera risplende
la nera Aurea di Akkade
legno di cedro odoroso
rivestito di bronzo
Ishtar, la Potente
la Molteplice
la Complessa
l'Amante
la Generosa,
la Vergine
la Guerriera
e saggia, saggia alle sette porte
sempre più nuda, di gioielli, di vesti
man mano che discende