Come il mattino genera il giorno
anche lei aveva l’alba in grembo,
portava l’astro nascente.
Madre, essere madre nel silenzio
- senza parole, senza potere
senza sapere cos’è il progetto -
sentire una luce nel seno
un senso che si fa strada
fra le tenebre, dalle viscere
la goccia di resina che scorteccia
il caos che prende forma
di mani, cuore, sole
e poi il dono, l’abbandono lacerante
il giorno, il figlio.