ecco diafana laggiù
la costa velata di nubi e gabbiani
argonauti del nuovo mattino
argonauti della porta del sole
è giunta la nostra ultima ora
ferite la fanghiglia
approdate sulla sponda dell’anima
e abbandonate il mare dei sogni
scendete giù, scendete giù su roccia e terra
e offrite alla spiaggia il fuoco del grande risveglio
nell’aria c’è brezza
nell’aria c’è sussurro e folla
è senza ferite il dio che appare
ecco laggiù all’orizzonte
scendono, scendono come torri alate
i quattro messaggeri
scendono per i crinali delle coste
al passaggio, al passaggio
risvegliano i cerchi dell’arcobaleno
e annunciano aurora al volto del mondo
sui colli affrescati dalle rugiade
i cerchi scintillano fuoco
e la peste e il sonno scavalcano il vento
è fosca la notte e si perde lontana a ovest
e la bellezza infiora la terra,
è bellezza al mio nord, è bellezza al mio sud
è bellezza al mio passo cadenzato
è bellezza nella fitta fiamma del sole
è bellezza nell’acqua che muore cristallo
è bellezza nel vento che modula canto
e bellezza sei tu
tersa luna
che immensa e pura stemperi il cielo
agitando onde agitando sponde
fino al porto degli déi celesti.
All’Argonauta, Angelo Tonelli