…Non hanno un principio
le parole del vento né una fine
non vogliono
dimostrare nulla il vento
vuole
solo fischiare cantare
attraverso la foglia la canna l’arpa fino a coprire
ogni voce umana ogni cosa vicina
e lontana la sua voce rinasce in ogni
ramo tegola nuvola onda marina
in ogni cosa lontana
e vicina è lui che unisce il cielo e la terra
nello splendore della luce
e nel terrore della tenebra e allora
lunghi ululati mostruosi fischi
e tuoni protratti fanno
tremare.
È uno
e ha molti nomi conosce
il profumo di tutti i fiori è il padre
dei punti cardinali l’amante
segreto delle stagioni l’alato
fecondatore della terra lo spericolato
vagabondo del cielo compagno di sbronze
del tramonto ma è il primo
a sgombrare il passo
all’aurora
non si posa mai a terra ma avvolge
invisibile la Terra intera annienta
e vivifica rapisce e solleva
lui il sempre-in-movimento
compagno capriccioso del fuoco
il senza-materia che riempie
il palloncino in mano
a un bambino e scrive sulla sabbia
con quella sua strana calligrafia
penetra e capovolge lui nomade
mai domo mai padrone
di sé non è come noi sa spingere
se stesso al di là di se stesso
senza mai mescolarsi alla terra
e per questo unisce la Terra
al Cielo trasforma polvere e polline
disfiora e congiunge
svuota le grotte della pioggia
e riempie le crepe dei muri lui
il senza-forma che non si può
rappresentare.
Così lasciammo il porto di Livorno
e subito i baci di Mary furono onde
di fumo, nuvole accavallate intorno
ai pensieri, i nostri occhi fronde
marcite, quelli degli amici
gabbiani ciechi sulle sponde.
“Compagni dei giorni felici
– dissi – i sogni durano un lampo
brucia la rotta per Lerici
il mare non offre più scampo:
se la tempesta ci affretta in questo varco
aperto nella ruota del Tempo
questo sia il nostro sbarco
nel nido del vento ..............
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