A un giovane uomo

Non spegnere la voce
che al limite di te implora un guizzo.
Assecondala
e un dio amico
possa aiutarti a stendere le ali…
 
Ti seguirò distante
accecando l'occhio controllore
e sopra una zattera di vento
poserò una carezza
così che ti raggiunga e sia
legato che ti segue ma non lega.
 
Non scrivo su ordinazione della storia
Neppure mi ritiro dall'agone…
Osservo ciò che accade, cerco
di trattenere di ogni evento l'alone
il sogno che lo fece nascere
prima di ogni distorsione.
Rabdomante cieco
nella chincagliera del noto
percepisco segni di cose
ma non compete a me capire
quali diventeranno rose.
Tornate a celebrare
il vuoto che respira.