ALTRE VIOLE DEL PENSIERO
(Introduzione e traduzione di Lorenzo Scandroglio) Alla ben più nota attività di narratore, Lawrence affiancò quella non meno pregevole di poeta. Le diverse forme della sua scrittura sono in continuità l’una con le altre, sorta di emanazione e prolungamento necessario del suo essere. Certo, i risultati sono diversi, incontestabili le differenze di valore, ma la tensione creativa e la qualità del messaggio resta immutata. E poi Lawrence è lo scrittore del divenire, inadatto a qualunque parametro che pretenda di chiuderlo in maglie interpretative troppo rigide. Il mutevole flusso delle cose muove il suo stesso esistere e il suo scrivere: il poeta dell’ “adesso incarnato” - che egli identificava con Whitman - immemore di ogni prima e di ogni poi, è lui stesso. Ecco allora le numerose sbavature e l’ineguale qualità.
Ma a Lawrence poco importava se la sua fosse una buona o una pessima scrittura, perché tale distinzione implicava già di per sé l’esistenza di uno standard fisso mentre, come sappiamo, “anche lo standard deve fluire. Scrivere è parte del flusso vitale. Prendere o lasciare.”
Ora, le poesie in questione (qui ne proponiamo tre quale assaggio) possono essere viste come un diario del suo ultimo anno di vita. Vi si trovano così gli sbalzi d’umore di chi avverte l’imminenza dell’ “ultimo, più lungo viaggio”, l’irritabilità dell’uomo malato, la ripetizione ossessiva dei temi. E, inevitabilmente, si avverte non tanto l’allontanamento da un momento aureo della sua scrittura, quanto la presenza di una vera e propria aura crepuscolare. La vampa di vita e il mezzogiorno sono lontani, ma quello che viene perso in energia vitale è guadagnato in meditazione: la sera è propizia alla preghiera perché, come scrive Lawrence nella sua Preghiera, “il sole ora mi è ostile,/ e il suo volto simile al leone rosso”. Quando Adamo prese Eva, dopo la mela, fece quello che - in atto - aveva già fatto molte altre volte. Ma a livello di coscienza egli fece una cosa profondamente diversa. Altrettanto fece Eva. Essi cominciarono a prestare reciproca attenzione a quello che facevano, a osservare ciò che accadeva loro. Volevano conoscere. E fu l'origine del peccato. Non il fatto di fare qualcosa, ma quello di volerla conoscere. Prima della mela avevano gli occhi chiusi, le menti immemori. Poi presero a guardarsi furtivamente, a scrutarsi, a farsi un'idea di se stessi. Presero a osservarsi. E si sentirono a disagio. E divennero autocoscienti. E dissero: «L'atto è peccato, nascondiamoci. Noi abbiamo peccato».
- D.H.Lawrence, Studies in Classic American Literature
Da ALTRE VIOLE DEL PENSIERO:
REAL DEMOCRACY
If the robot can recognise the clean flame of life
in the men who have never fallen in life
then he repents, and his will breaks, and a great love of life
brings him to his knees, in homage and pure passion of service.
Then he receives the kiss of reconciliation
and ceases to be a robot, and becomes a servant of life
serving with delight and with reverence those men whose flame
of life undimmed delights him, so even he is lit up
VERA DEMOCRAZIA
Se un robot riesce a scorgere la pura vampa di vita
negli uomini che non l’hanno mai vissuta
fa marcia indietro, la sua volontà si spezza e la passione
lo fa cadere in ginocchio, in sacra venerazione.
Allora riceve il bacio della riconciliazione,
smette di essere un automa, e diventa un sacerdote della vita
gioiosamente devoto a coloro che avvampano,
egli pure inondato di quella luce.
20 SERVICE
Ah yes, men must learn to serve
not for money, but for life.
Ah yes, men must learn to obey
not a boss, but the gleam of life on the face of a man
who has looked into the eyes of the gods.
Man is only perfectly human
When he looks beyond the human
VENERAZIONEO
O sì, gli uomini devono imparare a venerare
la vita, non il denaro.
O sì, gli uomini devono imparare a prostrarsi
di fronte alla vampa di vita ardente sul volto
di chi ha guardato negli occhi degli dèi, non di fronte a un padrone.
Soltanto quando sa guardare oltre l’umano
l’uomo raggiunge la sua umana perfezione.
PRAYER
Give me the moon at my feet
put my feet upon the crescent, like a Lord!
O let my ankles be bathed in moonlight, that I may go
sure and moon-shod, cool and bright footed
towards my goal.
For the sun is hostile, now
his face is like the red lion.
PREGHIERA
Mettetemi la luna ai piedi
lasciatemi salire sulla sua falce, come un Dio!
E che le mie caviglie possano immergersi nella luce lunare, così che
[possa andare sicuro,
con piedi di luna, con lievi e luminosi piedi di luna
verso il mio destino.
Perché il sole ora mi è ostile,
e il suo volto simile al leone rosso.