Antigone - Replica il 21 Agosto a Campocecina

21/08/2008 19:15
Il Rifugio del CAI di Carrara e l’Associazione Culturale Arthena, Venerdi’ giovedì 21 agosto 2008 alle ore 19.15 nei prati  di Campocecina con ingresso libero presentano la Compagnia Teatro Iniziatico Athanor in Antigone (ovvero il trionfo dell’amore sulla logica spietata del potere), liberamente tratto dall’omonima tragedia di Sofocle, nella traduzione e con la regia di Angelo Tonelli. Con Luigi Armelloni Galliana Barabini Marco Bonvicini Antonietta Grassi Laura Letari Michele Karuz Susanna Salvi Cristina Soliani Nadia Stanziola. Canto: Paola Polito, Contralto; Musiche: Nyoin, Paola Polito, Zeno Gabaglio; Scenografia Giuliano Diofili; Assistenza Regia Susanna Salvi; Costumi: Maria S. Couture; Maschere: Women At Work. Ingresso gratuito.
Tragedia del conflitto tra legge non scritta degli dei, dovere morale nei confronti dei trapassati, rispetto per i vincoli di sangue incarnati da Antigone, e la dedizione ottusa alla ragion di stato di Creonte, degenerata in spirito tirannico, Antigone ha goduto di grandissimo successo nel corso dei secoli, e in particolare a partire dalla traduzione poetica di Hölderlin nel 1804.
Tutto era nato dalla maledizione lanciata da Edipo contro i figli maschi, che inchiodava Eteocle e Polinice a uno scontro feroce  per il potere, che sarebbe culminato nell’uccisione reciproca. Per  scampare alla morte,  i due fratelli decisero di regnare a turno, un anno a testa, sulla città di Tebe, ma Eteocle venne meno al patto, e Polinice armò una schiera di guerrieri argivi che lo strinsero d’assedio. Come aveva splendidamente narrato Eschilo in Sette contro Tebe, la maledizione ebbe compimento, e i fratelli si uccisero l’un l’altro. Creonte assume il potere sulla città, e ordina che i nemici, compreso Polinice, non abbiano sepoltura. Ma Antigone decide di seppellire il fratello, trasgredendo al divieto del sovrano.
Il resto della trama è noto, con Creonte che  nonostante i tentativi di dissuasione da parte dell’indovino Tiresia condanna Antigone a essere seppellita viva in una grotta, e suo figlio Emone, promesso sposo della donna, che si suicida sul suo cadavere, trascinando alla morte suicida anche Euridice, sua madre e sposa di Creonte, e condannando il sovrano, dopo un pentimento tardivo, a un destino di solitudine straziata.
Su tutto trionfa l’amore, di Antigone per il fratello, di Emone per la sposa promessa e immolata, a ulteriore, perpetua condanna della legge spietata del potere.
 
La novità assoluta di questa messa in scena consiste nell’aver affidato a due interpreti il ruolo di Creonte, per segnalare la presenza nel personaggio di due dimensioni contrastanti: il despota ligio alla logica del potere e l’uomo che di questa rigidità è vittima predestinata, perché la tracotanza merita il castigo degli dei.
Anche Antigone ha un doppio sulla scena, incarnato dalla contralto Paola Polito, che ne rappresenta l’aspetto di sposa di Ades, il Signore dell’ Invisibile regno dei morti, alla cui legge non scritta la donna si consacra e da questa consacrazione trae la forza per andare contro le leggi degli umani, in nome della legge del cuore.
Da segnalare anche che il ruolo di Tiresia, della Sentinella e del Messaggero, tipicamente maschili, sono affidati a interpreti femminili, e il Coro è affidato a un’unica Corifea e a una figura bifronte che, collocata a un lato estremo del proscenio, commenta gli eventi e apostrofa i personaggi, fungendo da soglia metateatrale tra la scena e il pubblico.
Quest’anno la Compagnia Teatro Iniziatico Athanor si presenta ulteriormente rinnovata, con i debutti di Galliana Barabini, Cristina Soliani, Michele Karuz e Laura Letari.