Scena 3


Musica 3 - Movimenti maschere - Avanza Marco con Laura e Michele.
 
Creonte (Marco): "Cittadini, gli dei,
dopo avere sconvolto la città con una grande tempesta,
l’hanno raddrizzata saldamente.
E io ho inviato messi per convocarvi qui, in disparte da tutti,
perché so che avete sempre venerato la potenza del trono di Laio, e poi di quello di Edipo,
quando reggeva la città, e dopo che è morto, serbando fedeltà inalterata ai suoi figli.
E adesso che in un giorno solo, per duplice destino,
sono morti, aggressori-aggrediti, macchiandosi di suicidio reciproco,
spetta a me, parente stretto dei morti, tutto il potere regale.
E’ impossibile conoscere a fondo anima, pensiero, intendimento di un uomo,
prima che abbia dato pubblica prova di sé nell’esercizio del potere, secondo le leggi.
E mi è sempre parso il più infame, chi ha nelle sue mani tutta la città
e non prende le decisioni più giuste, tappandosi la bocca per la paura.
E a maggior ragione disprezzo chi antepone un amico alla patria.
Ne sia testimone Zeus che vede sempre tutto:
io non starei in silenzio, a vedere che sui cittadini
incombe la rovina invece che la salvezza
e non potrei mai farmi amico di chi sia nemico di questa terra,
perché so che da essa dipende la nostra salvezza,
e solo se la navigheremo tenendo la giusta rotta ci procureremo amici veri.
Sono queste le leggi con cui farò prosperare la città.
E con esse si accorda l’editto che ho appena bandito tra i cittadini, riguardo ai figli di Edipo.
Eteocle è morto battendosi per questa città, ha dimostrato tutto il suo valore nelle armi.
Sia celato nella tomba e goda degli onori che spettano agli eccellenti tra i morti!
In quanto a Polinice, suo fratello di sangue,
che rientrò dall’esilio per distruggere con il fuoco la terra dei padri e gli dei della stirpe
e volle abbeverarsi al sangue del fratello, al suo stesso sangue,
e ridurre in schiavitù gli altri cittadini,
un bando intima a questa città di non degnarlo del sepolcro né del lamento funebre,
ma di lasciarlo senza tomba, carogna mutilata,
sotto gli occhi di tutti, banchetto di uccelli e di cani.
Questo è quello che penso.
Mai, per quanto dipende da me, gli infami sopravanzeranno gli onesti!
Ma chiunque si dimostri amico a questa città, sia esso morto o tra i vivi, gli renderò onore!"
 
Maschere Arretrano e Stanno sullo sfondo. Marco esce.