Scena 6

 
Musica 2 - Coro (Galliana)
 
Coro: "Molte sono le cose tremende,
str.
ma nulla è più tremendo dell’uomo,
che valica il mare candido di schiuma
al soffio tempestoso del vento del Sud,
fendendo il fragore delle onde,
e travaglia al giro degli aratri, di anno in anno,
la più eccelsa tra gli dei,
la Terra eterna, infaticabile,
e la rivolta con la stirpe dei cavalli.
E serrandole nei lacci delle reti,
ant.
l’uomo, con mente accorta,
cattura la razza spensierata degli uccelli
e i popoli delle fiere selvagge
e le creature marine;
e con le sue astuzie
domina gli animali selvatici che vagano sui monti,
e aggioga per il collo
il cavallo crinito, il toro infaticabile, montano.
E apprese la parola
str.
e il vento del pensiero
e l’impulso al vivere civile
e come fuggire i dardi a cielo aperto
del gelo inospitale, dei rovesci di pioggia,
moltiplicando le sue risorse
Mai senza risorse
affronta il futuro, e soltanto dall’Ade
non avrà scampo;
Oltre Ogni speranza
ant.
signoreggia l'intelligenza
che escogita risorse,
e inclina ora al male, ora al bene:
e si innalza nella città
quando serba rispetto per le leggi
e per la giustizia giurata nel nome degli dei.
Entra Cristina e va sul proscenio a sinistra; ha una maschera sulla nuca.
Ma è fuori dalla città
chi frequenta il male
per compiacere la sua audacia temeraria.
Stia lontano dal mio focolare,
stia lontano dalla mia amicizia,
colui che agisce in questo modo!"
 
Esce Galliana dalla parte di Cristina.
 
Cristina: "Questo prodigio straordinario mi sconvolge.
La conosco, come potrei negare
che questa giovinetta è Antigone?
O infelice figlia di Edipo, padre infelice, che cosa succede?
Ti trascinano forse qui perché hai trasgredito ai decreti del sovrano
e ti hanno colta in un gesto di follia?"
 
Cristina si gira e mostra il lato con la maschera.