Arco che muovi le corde del violoncello:
suoni aspri, secchi
fugaci, rabbiosi;
con i tasti del piano
affondi le note
con passione, a zig zag.
Arrivi al mio animo
veemente, forte;
sovrasti i tasti del piano
che a volte si uniscono.
Calmi la mia tensione
con le sue dita,
gli occhi e il corpo.
Il mio si scioglie lentamente.
Il mio spirito si sente parte di te,
ha brividi di freddo.
L'arco passa su di te
con leggerezza aurea
diffondendo
un'aria allegra
spesso veloce
aspettando che il pianista
si sia accordato con te.
Musica aurea,
ricominci a suonare;
sento in me qualcosa
che sto cercando.
Forse è vicina, o non ancora
me lo diranno insieme?
La risposta verrà ascoltando
la musica?
O qualcosa di imprevedibile?
Ora la musica è lineare
calma eppure armoniosa.
La mia bacchetta non è legata
a un filo, come un palloncino
che posso muovere io.
La bacchetta che muove
le tue corde
va come vuole.
Non sento il richiamo opportuno
non vedo la direzione
nè sento il fischio
della nota giusta.
Si fermerà sotto una quercia,
una palma, chissà?
Troverò la quiete
con la musica?