Dodici colonne sbriciolate e un lume,
sull'altra isola il vento
che spira da maestrale:
immagine-tempo,
questo era per me Ermes la bellezza:
di fronte stava Afrodite
separata dal mare:
nello spazio-silenzio
la Dea si apriva al temporale.
Prima che la stella precipiti,
o vaghi
come luna abbandonata,
prima che il sole sorga
e abbia un orizzonte la collina
e sfumi l'ombra sul mare
dal rumore eterno
e rotoli il segreto dei sassi
negli antri cupi e viventi
sull'isola
dove rompe il temporale,
noi senza sguardi e nell'attesa
dei giorni che precipita la sera
come fuggiaschi
dietro pareti-spazio
dove tu mi trascini
alla radice del tempo
fuori dalla vita,
ricostruiamo frugando,
con occhi, mai gli stessi,
un passato diverso.
Dedicata al canto sciamanico di Angelo Tonelli e alle Isole sacre nel Golfo degli Dèi: Palmaria e Tino.