"Regata"

Regata
velica:
Lerici
Gorgona
Lerici
 
All'
orizzonte
d'isola,
nel gioco
marino
dell'infinito,
il vento si fa
scudo del sole
e gli occhi parlano
dei lunghi silenzi
nella sera.
Scintilla di lampi
il faro, all'assedio del buio:
presenze indefinite sorgono
dentro il cuore, mentre
la folla evanescente delle voci
sorge e scompare,
e ha confusi echi
dai vicoli fondi del pensiero.
 
La luce che emerge bassa, ai confini
del cielo, nel suo balenio di lampi,
sembra una stella che rompe tristezza
del ritorno mentre il mare chiude
l'ombra e la scia, e silenziose vele vanno
dove non porta il breve orizzonte della sera.
 
Questa poesia è nata in mezzo al mare,
fra le onde, le fantasie del vento, il buio dei
cieli profondi e incomprensibili, smarrimenti
sulla soglia fra il sogno e la realtà, dove gli uomini
brancolano alla ricerca di se stessi senza trovarsi mai,
torturati dal dubbio della sera e dalla nostalgia dei passati
che non tornano.
Auguri da Vasco.