Bakchai - Scena5

 
MUSICA VOCE PREREGISTRATA TRACCIA 9
 
Pènteo: Hai riccioli fluènti, ma certo non da lottatore, 
e cadono sciolti fin sulle guance, e traboccano di seduzione. 
La tua pelle è ricercatamente candida, 
perché ti ripari all’ombra e eviti di esporti ai raggi del sole, 
per riuscire a catturare Afrodite, con la tua bellezza. 
Ma innanzitutto dimmi da che stirpe discéndi.
 
Diòniso: SI GIRA VERSO PENTEO Nessun vanto, è facile a dirsi: 
conosci il Tmolo fiorito? Ne hai sèntito parlare? 
Pènteo: Sì, lo conosco. 
Diòniso: E da lì che vengo, e la mia patria è la Lidia. 
Pènteo: E da dove hai preso queste iniziazioni che porti in Grècia? 
Diòniso: E’ stato Dioniso a introdurmi, il figlio di Zeus. 
Pènteo: Ti ci ha indotto di notte con un sOgno o ti è apparso davanti agli occhi in pièna veglia? 
Diòniso: Faccia a faccia, e mi ha affidato i suoi rituali.
Pènteo: E che forma hanno per te, questi rituali?
Diòniso: Non possono essere rivelati a chi non sia iniziato.
Pènteo: Afférmi di avere visto chiaramente il dio: com’èra?
Diòniso: Come voleva: non stava certo a me deciderlo.
Pènteo: Celebri i riti di giorno o durante la notte?
Diòniso: Perlopiù di notte: la tenebra porta sacralità. SI VOLTA DALL’ALTRA PARTE
Pènteo: Ti rinchiuderò nella prigione.
Diòniso: Verrà il dio stesso a liberarmi, quando vorrò.
Anche adesso è qui vicino e vede quello che mi fai.
Pènteo: E dove sarèbbe? Non lo vedo. SI GUARDA INTORNO SGOMENTO
Diòniso: Qui da me. Ma tu non lo vedi perché sei empio.
Pènteo: AL PUBBLICO: Agguantatelo! Quest’uomo disprezza me e la città di Tebe.
Diòniso: Non sai quello che dici, né quello che fai, né chi sei.
Pènteo: Sono Pènteo, figlio di Agave, e mio padre è Echìone.
Diòniso: Nome che bèn si adatta alla sciagura. RAGGELANTE
Pènteo: Vattene via di qui!
AL PUBBLICO Legatelo nei pressi delle scuderie, perché veda tenebra su tenebra. 
Vai là, a fare le tue danze!
Diòniso: Vado. Ma non posso subire quello che non dèvo.
Sarà Dioniso a farti scontare questi oltraggi, anche se tu dici che non esiste.
Fai torto a me, ma è lui che trascini in caténe.
 
ESCE DIONISO LASCIANDO CORDA
 
ESCE PENTEO