Canto VIII (da "Aeropoema")

Non mi importa dove vada l’aereo

non m’importa perché

non m’importa correre o riposare

non m’importa pensare

e non ho interesse a parlare con voi

solo mi sto annoiando

nella giusta misura

questo mi rende

simile in parte al vostro pecorame

Non m’importa dove vada l’aereo

può decidere da solo

io mi accomodo e aspetto

docile è il capriolo

Se mi fosse concesso un sigaro

il mio benessere sarebbe più puro

ma alla stazione di Mahagonny

un avana c’è di sicuro

Sono l’ombra del viaggiatore

un eroe del nostro tempo

quando ti siedi su questa poltrona

comunque vada hai sempre un vicino

Nessuno è solo sul cuore della terra

mettitelo bene in testa

a maggior ragione nessuno

si faccia illusioni nei cieli

L’uomo ha ragione di credere

che in lui risplenda il creato

l’alito greve è solo un epi

fenomeno, nulla gli sarà negato

Non un carta d’imbarco

e una scappata al duty free

riempiti pure la pancia

rispondi di sì

Fratello, sono il tuo noumeno

e non il tuo pagliaccio

ti aspetto sull’aereo

anche se non ti piaccio

......

Quando salì aveva nelle orecchie

gridi di cagne nere

intorno al lago d’ombra

o erano cornacchie o erano

altri animali sacri a qualche strano

culto

andava scuro nella sua notte solitaria

il suo siluro

di metallo leggero, fissando

il cavo buio del cielo

s’immise furens nel vasto antro aperto

verso il punto dal quale in nessun caso

sarebbe ritornato

quella zona dove non c’è altro da fare

se non librare le ali e magari ruggire

e come al solito aveva borbottato

vergognoso di sé, ma non c’è niente da fare

se gli veniva fuori così, magari per ridere

magari per scherzare visto che

non si deve pregare perché cambino i fati

aveva sussurrato grande dea

triforme e tutto quel che segue

ora vengo nel tuo deserto regno

non fare scherzi pepati

ho sacrificato per te due hamburgher

che potrebbero essere due buoi

dalle corna lunate naturalmente

e ho guardato negli occhi la ragazza

che frigge patatine

le ho detto: perché non parte anche lei?

le ho detto: lunga, vero, la giornata?

le ho detto: ma sa che è proprio simpatica?

le ho dato la mancia

ha accettato, ha sorriso

ed era brutta, mamma, brutta come un’erinni era

e giovane, e non pareva triste con quel suo naso

pendulo sulle labbra

se ‘t is in the fate of Turnus to destroy

with sword and fire the faithless race of Troy

guarda, io non ho spada

sguainata contro uomini o fantasmi

e il fuoco che mi schizza come

una palla nel cielo non è mio

l’ho soltanto noleggiato

preso in affitto per un tempo definito

non posso difendermi, nemmeno

dall’imbarazzo per esempio quando

il vicino prese a scherzare sulle super

stizioni che ci danzano intorno, sulle

molte credenze di cattivo gusto

e io che t’avevo appena pregata, che cosa

potevo rispondere, che una favola

non è meglio di un’altra, al massimo

è più bella?