Da "Alphaomega, variazione per violino e voce"

via in alto, via in basso, una sola, la medesima

(heraclitus, 22 B 60 DK)

scuotiti da cima a fondo, immensa chiavica

umana, fatti colma

di una purezza immacolata, nevica

candore di rinascita, orma su orma

di luce riscattata dalle tenebre.

lìberati dal dominio dei tre dèmoni

e del diodenaro, che ti involgono

in una nube nera che degli uomini

farà insetti nocivi: il re dei morbi

è anche padrone dei comandi

di questa biglia opaca, imbizzarrita

che vertigina travolta dalla doxa

miserabile dei pochi, che dei molti

ha fatto nullità, carne da macina.

solo una disciplina, un artificio

sublime e innaturale – se natura

è groviglio di passioni, ombra cieca –

potrà guidarci oltre le acque fosche

dell’ esistente, ricongiungerci

con la Natura Vera, risplendente, solo un artificio

perfetto, la misura del silenzio

contemplante, oltre gli dei

posticci partoriti dalla storia, nel divino

assoluto, e questa lontananza

sarà fonte di amore nuovo tra i viventi,

di nuova vicinanza, acceso cuore.

uominimaiali si attorcigliano

al caduceo di un hermes senza testa.

l’ athanor si infrange: ne fuoriescono

galline in doppiopetto, uova mistiche.

ripeto con Eraclito “tutto è uno”.

infamo l’esistente consacrato

da credenza, lacero la maschera

di preti papi capi e presidenti,

scherani dei tre dèmoni

e del diodenaro – rischiando

la mia carriera: preti papi

capi e presidenti non apprezzano

chi convochi gli umani a una rivoluzione

interiore e civile – per amore

di ciò che sarà l’umano liberato. la rinascita

è figlia di altro caos, un demonio

ardente di sapienza abbatterà

scranni e stendardi, che si squaglieranno

come luridi ice-cream. canto di pace

o di guerra? peana

o thrénos? vaticino

parole di vittoria e di riscatto

per i figli degli dei, per i maestri

invisibili

§§§§

non c’ è scampo: nuova nascita

o fine per gli umani, cuore in trono

o pestilenza muta: un dio-corvo

decapita bambini, ruba palpebre

ai vegliardi, agli altri spezza arti. Fatti viva

parola che rinnova, vola rapida

agli orecchi dei viventi, annuncia

la trinità veniente: cristo-amore

buddha-conoscenza, lux che accoglie

e dissolve le ombre, fatti viva

e fai vivi i viventi, annuncia il fuoco

che cancella il dominio dei tre dèmoni

e dona agli umani sguardo alto.

§§§§

al di la di dio, la divinità

sacra, intoccabile, luogo dello spirito

assorto nel silenzio, non creato

e non creante, cuore che non trema

della ben rotonda verità, nascosto vortice

e occhio che contempla il divenire

e il dio del divenire come gioco

tragico e risibile, affanno

di opposti in lotta, uomini che si adunano

in caste di potere e sacerdozi

indegni, che del divino fanno uno stendardo

perché trionfi il cosmo del diobestia.

§§§§

ifigenia, martiri cristiani,

vittime del potere religioso

aggiogato allo scranno dei tre demoni

e del dio denaro, e voi tutti, vittime innocenti

della peste che ammorba già il pianeta, figli

traditi dalla storia, generati

in speranza e feriti nella gioia, siate fonte

per i vivi di rivolta

pacifica e profonda, che rigeneri

il pianeta appestato dal diobestia,

il diopotere che farà latrina

della terra, dell’ aria, del fuoco e dell’essenza

trasparente dell’acqua, e il nostro sangue

non è più sangue, e il sole scioglie i ghiacci e affogheremo

come topi o arderemo come formiche

sterminate dal mezzadro sbrigativo

che chiamavamo sole, anch’esso artiglio

adesso del diodenaro, schiavo del diopeste

che ci disseccherà…ma forse è bene

che l’umano si estingua: troppo indegni

padroni del pianeta, il re che opprime

e lo schiavo che accetta per timore,

patiranno un unico supplizio

insieme con i profeti non capaci

di parole penetranti e veritiere. già si incrina

l’asse del cosmo, si fa adamantina

la luce un tempo fertile di vita,

il cerchio di ignoranza stringe e stritola

le menti ipnotizzate dai lustrini

del mercato universale. sarà brina

di fuoco o acqua accesa, sottile

veleno inoculato nei polmoni

o deflagrare di ghiacci? sarà

esplosione o sussurro, bang o whisper ? sarà

comunque, se non ti risvegli

figlio dell’ adam kadmon, uomo – luce,

e non trascini a te le mandrie cieche

dei popoli, le congreghe

spietate dei potenti, alla fonte

del cristo e del buddha, voce nuova

che accolga le ombre e le dissolva. La poesia

muore alla profezia, il tempo chiama

all’azione perfetta chi conosce

le chiavi del presente e vede oltre.

sole che acceca, troppa luce

come da neon immenso, tramonti

lividi, un velo opaco

si stende sulla vita vegetale,

umana. transiti interrotti

di energie, saturno schiaccia venere, la luce al neon

raggiunge il culmine, diventa nebbia

e malattia. abbacinate, arse

città del sud, salgono le acque.

l’anima scende all’ade sotto cieli

di pietra. rombi di guerra

accendono altra guerra. il tempo

cigola sui cardini, ciò che vive

si estenua lentamente. così

detta la voce dentro. così

è.

attendo a piede fermo il dio infinito

attendo a piede fermo il dio infinito

 

epilogo

oltre il dio e gli dei la divinità

assoluta, cuore contemplante. oltre

la fine l’alphaomega

del cosmo, inizio senza inizio, libertà.

la mia tomba è il mio altare, dioniso e ades

sono lo stesso dio. ho parlato

per amore degli umani, per disprezzo

della storia-bestemmia. ho parlato

avvicinandomi al vivente, a ciò che è

adesso, ma la mia dimora è nel silenzio

oltre il dio e gli dei, oltre il silenzio.