I. (I sonetti a Orfeo)

E ascese un albero. O puro trascendere!
Orfeo canta! Oh alto albero che nell'orecchio sorge!
E tutto tacque. Ma anche in quel tacere
fu un nuovo inizio, segno e metamorfosi.

Uscirono animali di silenzio dal chiaro
dal liberato bosco, da tane e da cespugli;
e fu palese che non per astuzia,
non per paura in sé chiusi tacevano, ma intenti

stavano ad ascoltare. Ruggiti, gridi, bramiti
parvero affievoliti in loro. E ove prima era
meno di una capanna a ricevere la loro voce,

un nascondiglio di indistinte brame
con un accesso i cui stipiti tremano -
tu fondasti nel loro udito i templi.