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Il Bianconiglio
spalancò le fauci rosami osservò l’ombra dei denti aguzzi su di me
tic tac tic tac Fra le mani guantate l’orologio
impazzisce tic tac tic tac
o è il mio cuore che sento… Sbatto la faccia contro lo specchio.
finalmente mi riconosco! Sono un disastro di colori,
nere fessure piccole come formiche al posto degli occhi,
un’orchidea avvizzita come bocca. Sto bene solo con il cappellaio matto
mi rifletto nelle tazze di the che porge di continuo
chiedendomi cosa sono io?
Oddio! La Regina… e se fosse la volta buona?
E se mi tagliassero la testa? mi piego su me stessa
come una carta da
poker osservando lo Stregatto: stasera le sue pupille sono fari fluorescenti. Ha smesso di ridere anche lui.