Il soggiorno di Lawrence e Frieda a Fiascherino

"Abbiamo preso un piccolo cottage di quattro stanze tra i vigneti in una piccola baia rocciosa; la baia è quella a noi molto familiare di Fiascherino e il cottage apparteneva a Ettore Gambroisier. Il luogo era meraviglioso per la natura che vi dominava, incontaminata dalle mani prosaiche dell'uomo, in un abbraccio inscindibile tra terra e mare".
 
Così scrive Lawrence ventotenne, in una lettera da Lerici nel 1913. Lo scrittore giunge a Fiascherino durante il primo soggiorno in Italia, accompagnato da Frieda Weekley che per lui aveva abbandonato il marito e i tre figli. Frieda entra nella vita del poeta con la forza di un ciclone, per non lasciarlo più, e l'irrequietezza del loro animo ben si riflette nel vagare da un luogo all'altro alla ricerca di quella serenità che non riescono a trovare in se stessi.
Da qui le soste, ancora più brevi delle fughe.
Anche Fiascherino non si sottrae alla regola, poichè il loro soggiorno qui non raggiunge i 10 mesi, dal settembre 1913 al maggio 1914, quando la dichiarazione del divorzio di Frieda dal marito fu pretesto per il ritorno della coppia in Inghilterra.
Con l'interruzione del soggiorno ligure venivano anche interrotti alcuni romanzi quali L'arcobaleno e Donne innamorate ai quali Lawrence lavora assiduamente tra Fiascherino e la colonia inglese lericina, che aveva accettato di buon grado la coppia credendo che fossero regolarmente sposati.
La casa editrice Heinemman di Londra ha pubblicato in due volumi l'epistolario di Lawrence all'interno del quale spiccano le numerose lettere scritte dal poeta nel periodo in cui visse a Fiascherino. A riguardo, Luigi Romani, editorialista dell'allora periodico mensile "Golfo dei Poeti", nel marzo 1976 così descrive la sua emozione:
"Tra le tante pagine di questo espistolario mi sono soffermato con piacere sulle lettere scritte dal poeta a Fiascherino: non posso nascondere di aver provato una certa emozione nel ritrovare in un libro denso di particolari che percorre le tappe di una vita, tanti riferimenti a luoghi, abitudini, usanze, credenze e avvenimenti, che ci sono così familiari".
In queste lettere, destinate a pochi amici, si ripetono frequenti espressioni quali "è tutto meraviglioso, radioso, bello", che probabilmente riflettono anche l'idillio del momento. Fiascherino è infatti una delle prime località dove Lawrence e Frieda approdano all'inizio del loro turbinoso legame, quando la loro vita è ancora tutta rosa.
Molti altri scritti del poeta testimoniano la profonda emozione che suscita in lui questo luogo incantato: nell'autunno del 1913, mentre attraversa il golfo davanti San Terenzo, a bordo di uno dei vaporetti dell'Unione Operai, scrive: "è un meraviglioso mattino, con un grande, piatto, massiccio mare blu e strane vele lontane con una luminosità di perla, e San Terenzo tutto scintillante di rosa sulla spiaggia. È così bello che fa quasi male". Quindi Lawrence allarga lo sguardo all'orizzonte: "le montagne di Carrara sono bianche di un soffice bianco blu edelweiss, in una debole foschia perlacea, tutta innevata"; questa lettera sconfina nella poesia e si conclude con un verso: "è una notte perfettamente luminosa e stellata, con una lucciola fuori dalla porta".
Ancora in una lettera a Lady Cynthia Asquit, del 24 ottobre 1913, Lawrence racconta con dovizia di particolari la sua nuova dimora a Fiascherino: "abbiamo un posto adorabile qui, una bellissima palazzina su un ampio terreno che discende a terrazzi fino al mare. È un piccolo cottage rosa di quattro stanze in un grande vigneto sul bordo di una baia rocciosa".
Infine, alcune lettere descrivono scene di vita quotidiana di Lawrence e Frieda sul nostro territorio, che ben rappresentano lo scenario di inizio secolo: "sono stato a La Spezia, Frieda vuole affittare un pianoforte, mica un organetto a manovella. Bene, esso deve essere trasportato sul vaporetto degli operai a Lerici, poi portato in barca a remi lungo la costa rasentando rocce sporgenti devo il mare va su e giù da farti salire il cuore in gola, e finalemente scaricato sul pontile di quella piccola baia e in qualche modo portato a braccia fino a casa".
Lawrence appare davvero raggiante della sua nuova destinazione: "sono così contento del posto che abbiamo finalmente scoperto che devo scriverti immediatamente per dirtelo. È perfetto, c'è una minuscola baia seminascosta dalla roccia e ricoperta da macchie di ulivi che degradano rapidamente. Poi c'è una casa di pescatori bassa e rosa e un cottage rosa di 4 vani, tra le vigne proprio sopra l'acqua e sotto gli ulivi; quella sarà la mia futura casa", e ancora: "qui è bellissimo, siedo sugli scogli di fronte al mare per tutto il giorno e scrivo; ti dico che è un sogno. In giardino i fichi sono maturi e deliziosi; Frieda e io ne mangiamo a chili".
Dal cottage cos' ampiamente descritto, Lawrence raggiunge il mare in accappatoio. È interessante notare con quanta dovizia di particolari lo descriva nelle situazioni più diverse, da "uno spruzzo di bianco tra le rocce" a "massiccio e scuro" fino a "il rumore a cui ci si abitua al punto di non sentirlo".
Lawrence passa gran parte della sua vita viaggiando alla ricerca perenne di un "altro" luogo in cui realizzare se stesso: Fiascherino e il Golfo furono una splendida meta di questo peregrinare e sicuramente contribuiscono al suo benessere e alla sua creatività artistica. Grazie a Lawrence, che segue idealmente Shelley e Byron e precede altri non meno importanti visitatori, il Golgo dei Poeti si conferma luogo di attrazione per quelle anime tormentate ma eccelse che hanno scritto pagine fondamentali della storia poetica.
 
Andrea Foti