Il suo sogno

Il suo sogno fu una vertebra verticale lei non sapeva
che le vertebre contenessero luce ed ossigeno,
fossero schiena di una foglia ricca di linfa, strada sottile
dove si struttura il vuoto,
non sapeva
che il sogno è una frenesia del cervello
che non vuole più essere umano ma materia
di un altro immisurabile pianeta.
E dopo il sogno non sa proprio che cosa la aspetta
forse un ritirarsi di ragno dal centro della tela
che si disfà, piano, da sola.
 
Il suo sogno fu una corda vocale un tono dal fondo
di qualcosa che era in un altro luogo
e non voleva immaginarsi il ritorno o il tonfo.
Sempre prossime al levare al diminuire all’apparire e al dissolversi
le onde di mezzo si muovono
arrochite ostinate
ignorando chi suona
e perché
questo inconcluso improvviso vento
la porta.
 
Il suo sogno è sognare i sogni come un lungo fiato
un fiato
che non deve abbandonarla anche se cade
nell’occhio di una mosca nell’orecchio di un topo.
In sogno
lei è pupille di gatti e uccelli, olfatti e tatti sottili
è il tremito di un sasso e di un dito
nel sottosuolo
respira con le correnti e il vuoto.
E di colpo se ne va
fiorita
struccata
portando con sé un chicco di melograno perché
il tutto è dentro un chicco di melograno
e il nulla
sta e non sta
dentro quel chicco.