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Immenso e arido teatro
bivaccano orde di animali sterili
a caccia di una riserva
dove umiliare le loro speranze.
Profonda e accecante
irrompi nella notte gelida
come un lampo in cerca del suo tuono.
Ogni sguardo si converte
abbandona lo spettacolo bambino.
Cedi a un ricamo gentile
che giunge dalla collina
ti spinge verso una bocca amica.
Ispida e morbida
come una montagna innevata
metti i tacchi allo stupore.
Seguimi tra le tenebre affollate
negli sbalzi di un desiderio scostante
cuneo dell'ambiguità.
Inquieta
è la guardia rugosa
fedele di una madre sprezzante
con il faro tra le mani
e le frecce in mezzo agli occhi.
Fuggi verso un palco improbabile
in trappola dinnanzi al plotone
nato apposta per dividerci.