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io sono l’angelo legato
eremita dei giorni
rattrappito dal freddo sui terrazzi
ho fissato le stelle
agghiaccianti delle porte-finestre
delle lampade, dei televisori
ho respirato al buio la cenere
vuota della fatica
ho perso gli occhi
guardandovi dormire
tranquilli finalmente
mentre tutto intorno bruciava
ho ferito le mani togliendovi
spine di ferro dai capelli
colando il mio sangue vi ho dato
due strisce di colore sulle guance
al largo da voi
a lungo estraneo
sono l’angelo reso muto
dalla strofe continua
che intreccio
col vostro nome
che fa immortali
voi e le vostre anime
angelo sordo, angelo
senza profumi
pietra-magnete dell’amore
perfetto
i vostri errori
li ho già compiuti tutti
su di me tutti
sono imputati e sciolti