Iscriviti alla newsletter dell'associazione Arthena!
Tornano, vedi, ricomposte le visioni
sono la prima e la penultima, i buoni
tramonti di ogni cosa, di ogni cosa:
nell’unica durata riposa, nel battito
delle tangenziali e della mente,
nel centro del buio, un’antica rima
mescolata alla vita, un calice sparso
sul catrame e, ancora prima, il sacro
rottame di ogni cosa: perciò riposa,
ti supplico, riposa in questa quiete
di fanali, interrompi il soprassalto,
sono dolci le mezze luci dei piazzali
sono queste, guarda, sono assorte
e tu accettala, la tua unica, la tua
gentile, lentissima morte.
Idroscalo
Il ragazzo che si tuffa
in un crawl potente e urta un sasso…
…la ciocca insanguinata…
…la giovinezza prese la forma
di un passo oscuro, di una rosa
appesa alla finestra
“salvami, padre da quest’ora dolorosa”,
la gente saliva, scendeva, cercava
una fune, una cosa
qualsiasi, sputava, gettava in acqua
il suo fazzoletto, ciascuno
parlava all’orecchio
di un altro, diceva
Dio non ha più desiderio,
una volta aveva freddo, Dio, tendeva
le mani per indossare
un cappotto, il primo, anche questo
che è vecchio, guarda,
toccalo, tienilo pure
un cappotto, capisci, non i velluti
scesi dal cielo, ma questo,
il mio, persino il mio cappotto.