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Non è che talvolta
declinando intipidisca il sole
o il tuo sorriso sposti
il tempo poco sopra il destino
quando
s'impadronisca il mormorio di un'onda
e splenda
nel gioco delle luci la collina
e sorga,
adagiata sulla magia del Golfo,
nuova la luna.
Scosso da una leggera lama di vento,
s'interrompe il bagliore
in sottili trame,
e ritagliate ombre
coprono di silenzio l'orizzonte e il mare.
Nella grande acqua
dove scivola il fianco della terra,
azzurra sorge Venere, non solo dove brilla,
alta sull'isola,
come stella che accende al novilunio
il freddo che circonda la collina,
ma nel tuo sguardo impaurito
dove ogni forma di vita è un intervallo,
un vuoto,
un filo che, riconducendo a te,
esplora,
nel tratto di luce che mi abbaglia
ogni cosa cercata,
e si consuma
dal non esistere insieme,
nel breve perimetro del cuore.