Orestea - Foglio di sala

26/09/2010 00:00
Gentilissime e gentilissimi,
in allegato il comunicato stampa dello spettacolo orestea che si terrà a Luni con ingresso libero domenica 26 settembre alle 18. In caso di pioggia al coperto nell'area del museo.
Qui di seguito il foglio di sala.
Vi aspettiamo anche al brindisi finale
 
COMPAGNIA TEATRO INIZIATiCO ATHANOR
DIRETTA DA ANGELO TONELLI
ESCHILO: ORESTEA
REGIA DI ANGELO TONELLI
 
Libero adattamento da Orestea di Eschilo nella traduzione di Angelo Tonelli (Marsilio Editore). Genere drammatico. Dròntes:Filippo Angelici, Fabiana Del Bianco, Galliana Barabini, Antonietta Grassi, Michele Karuz, Laura Letari, Mariapia Orlando, Susanna Salvi, Cristina Soliani.
Interviene la danzatrice Annalisa Maggiani
 
Assistenza Regia; Susanna Salvi
Installazioni di scena: Giuliano Diofili
Coreografie: Annalisa Maggiani
Musiche: Paola Polito (voce e adattamento da testo greco), Diamanda Galas, Constantine, Vangelis e altri.
Costumi: Maria S. Couture.
Maschere: Antonietta Grassi
Pittore di scena: Luigi Armelloni
 
L'Orestea di Eschilo, nell'interpretazione di Angelo Tonelli, è, insieme con Baccanti di Euripide, e Edipo re-Edipo a Colono di Sofocle, uno degli esempi più perfetti di tragedia come evento iniziatico.La trilogia che la compone (Agamennone, Coefore, Eumenidi), mette in scena la saga feroce degli Atridi. L'ombra distruttrice, seppure legittima, si trasforma in luce protettiva, l'impulso cieco diviene fonte di evoluzione civile. In questo consiste l'attualità del dramma, che viene proposto come rito di metamorfosi dell'ombra collettiva in energia costruttrice di civiltà, in questi tempi in cui sempre più sembra prevalere la logica cieca dell'istinto bestiale, a Oriente e Occidente.
 
Dopo avere sacrificato la figlia Ifigenia per propiziarsi i venti, Agamennone parte per la guerra di Troia. La città di Argo rimane così nelle mani della moglie Clitemestra, che l’amministra insieme all’amante Egisto, suscitando l’indignazione e la rabbia dei figli Elettra ed Oreste. Quest’ultimo si allontanerà dal regno per disprezzo della propria madre.
     Dopo dieci anni, Agamennone ritorna in patria. Il suo ritorno è annunciato da segnali di fuoco e la moglie, fingendo trepidazione, accoglie da trionfatore il marito e lo invita ad entrare nel palazzo reale per godere del meritato riposo. In realtà, la donna ha architettato un piano per ucciderlo. Solo Cassandra, preda di guerra di Agamennone, prevede la sciagura, ma le sue parole non vengono comprese e il re, dopo un bagno ristoratore, viene pugnalato a morte dalla moglie.
     Clitemestra vendica, così, la figlia Ifigenia ma anche l’antico crimine compiuto da Atreo, avo di Agamennone, che, per odio, uccise e servì come cibo i figli del fratello Tieste.
     Davanti al sepolcro del padre, Elettra incontra il fratello Oreste, il quale dopo un tenero abbraccio, le promette che vendicherà la morte del re.
     Entrato nel palazzo, uccide prima Egisto e poi la madre.
     Ma il crimine di matricidio sconvolge la mente di Oreste che si ritrova perseguitato dalle terribili Erinni.
     Sarà Apollo ad indicare la via d’uscita: Oreste dovrà chiedere aiuto alla dea Atena, la sola che può intervenire per sedare la rabbia delle “cagne furiose della madre”.
     Le Erinni ubbidiscono alla dea e la pace ritorna nella città.
 
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Giornate Europee del Patrimonio.pdf116.28 KB