Preghiera

Ti prego poesia

fratturami il quotidiano in polvere

fanne luce che io regni:

toccando l’aria qua e là

sillabe consonanti

metafore stregone

riarrivano servi alati e

tutto tutto risplende

casa e foglio

e io

più non precipito

resto con te a fare giochi.

Aiutami

detergi lacrime

accarezza

fammi impazzire dolce.

Se la tua aria è nuova – se così sembra –

ai malati di sogni che non sanno muovere potenze

crollare dominazioni con le mani e immaginano

mondi e mondi di commozioni e giustizie

che giunga nelle ossa

come una tenerezza di natura.

Io ordino solo parole a parole

– tutto il mio arredamento –nel disordine che esalta la tristezza ottusa

che giunga

un nuovo disordine dall’aldilà

una notte piccolissima a leccarmi come un gatto

una nuova tradizione di baccante

e anacoreta

lezioni d’assoluto

rimescolate in lingua animale

carezzevole molto

per chi se ne va.