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Come larghe foglie apri le mani bianche
nell'aria luminosa del risveglio,
nel sonno, non del tutto disciolto,
con parole dal tono sommesso, dolcemente
parli nel silenzio di intatta luce
e mentre il nobile seno distesa gonfi
aduni in cuore l'affanno infinito
del vivo canto d'amore.
Ancora nel redivivo giorno gaio
l'esile corpo tuo solleverà richiami
e sguardi di soli volti lieti.
A parlare indugio e con umide pupille
mi riavvolgo a te, mi riannullo ammaliato
al tuo corpo come turbine d'api dorate
volate verso stelle svanite nell'alba.