Seduta contro il tronco
di un tiglio selvatico,
Bella mostra il candido incarnato
di giglio agli sguardi distratti
di due timide tortore.
Presso il suo fianco,
di una grazia più lieve
della brezza che spettina Cupido,
un piatto di terracotta di neri
racemi e di tralci d’acanto
ricolmo e di semi di papavero.
Una farfalla notturna si posa
tra i suoi seni, segreta custode
dell’ombra che precede il giorno.