Seme lunare

 

Le stelle cadenti
striano il tuo corpo
del furore carnale
reso al cielo illune.
Arcaiche sovrane del piacere
custodi della beltà immune,
consacrano i tuoi modi sublimi
e al tuo divino sorriso
il celeste intenso del fiordaliso
e l’ibisco ebbro di luce.
L’occhio furtivo di smeraldo
del notturno languore
coglie una stilla di sopore
sulle tue lunghe ciglia dorate
e si pasce della florida selva
che adombra il tuo pube regale.
Dall’abisso ascende all’improvviso
un rivolo di seme lunare
a lenire il tuo sesso là dove
in forma di labbra appare.
In cima al mondo
su un piedistallo di marmo ignuda
tra putti orgiasti spauriti in giochi
d’estrema audacia, porgi l’immagine
distorta del mio volto
all’interno del calice di Venere:
in cima al mondo
avvolto nel tuo mantello
canto il fuoco neonato
purché non ci abbandoni.