"Sta nelle tenebre il lampo se attende"

Sta nelle tenebre il lampo se attende
l’oro ch’erompe alle rocce: è l’aurora
quell’ala che riposa nel roveto.

Ma tu madre patrizia mi sorprendi
all’ora del disordine e il tuo corpo
stupendo domina la nuda mente.

Sei la ferita origine del mondo:
la luna testimone sia del tempo
rorida d’onde sorgendo domani.

Il vulcano respira nella notte
e la donna reinventa in te l’eterno
e lieve tocco al piede del fanciullo:

è il pianto che la sabbia non consuma.