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Toglietelo dal taschino l’orologio a cucù
del tradimento quotidiano
All’occhiello esponi la gazzetta del presente in fiore
Il tuo bavero allontanerà l’alito sempre marcio
delle occupazioni remunerate
I giardini fiutano il chicchirichì
dei grattacieli i cui ascensori conoscono
il fuoco dell’inferno
Il grano turco olezza di giornale radio e di
telegiornale
Ai bagni penali trascorrerai l’estate
raccogliendo da terra le stelle cadenti
Saprai tutto nello stesso istante ignorando
la causa degli accidenti
Non credere di perdere qualcosa se eviti
le file e le distribuzioni di tessere
e di prebende
Salirai su di un calesse in fiamme e geleranno
tutti i laghi al tuo ritorno dal deserto
Gli occhi sbarrati nel pieno della virilità
le tue mani saranno piene di seni e di armenti
Diffida soprattutto degli altri che di te a diffidare
ci penseranno gli aguzzini
Riconoscerai gli uomini e le donne dalla sciarpa
surreale che porteranno sul cuore
Respira a pieni polmoni la tradizione dei manicomi
che coloro che hanno saputo impazzire sapranno anche guarire
per vedere oltre
l’orizzonte dei fili spinati
Piangi quando devi ridere e ridi quando senti
la pioggia ma non ti fidare delle memorie
che mentono quanto solo gli illusi sanno mentire
Il girasole ha partorito il sole e tu devi generare
l’amore con le tue dita ridicole
Non temere per la forma