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Ho raschiato dossi e rocce
ho pressato palmo a palmo
sia argilla che ghiaia
di un barro profondo,
in tracce tortuose
dove sole e neve
nettavano l'animo:
ero quercia regina
dal bianco passo,
nell'idole eccitata
oltre il folto del colle
ideavo un futuro germoglio
osservando la fiamma
di un sole già sorto,
pendevo in mani materne
tra pigne odorose.
Cingo l'onda salata
con radici di olivo,
visioni reali o future
di più strade spaccate
tra case e castello.