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a Milo De Angelis
La nuotatrice che è la vita,così fluida e leggera nel sole,
nei riflessi argento azzurri,la
sincronette con le sue capriole,magici anelli in una danza
di propiziatoria purificazione,il gabbiano che porta, dove si posa,
la rabbia segreta delle onde,la pianta zen, acquatica
sullo scaffale, vicino alla finestra
nel monolocale del poeta,
intensamente sola come una lampadina
sospesa di Francis Bacon,
la cuffia del pilota, gli occhialoni,magari anche i guanti
buttati lì sulla brandina,ancora freddi, ancora caldi,
la rivoltella del sicario,la spada del samurai
e fuori sulla strada
il tram vuoto, fermo al capolinea…
…ecco, loro sanno l’attesa
sicura degli eventi, la forza
che aspetta paziente, tesa, la freccia incoccata,
quel grumo di luce, energia
concentrata perché dispersione
è male, è lasciar fare
la morte.